La musica: una forma di artigianato o uno sport?
Basta nel mondo di oggi essere una “scimmia ammaestrata” per fare il musicista? Ed è vero che in Italia quello del musicista non è considerato un lavoro?
Per rispondere partiamo da due opposte concezioni dell’educazione musicale, della musica e – forse – dell’arte stessa.
LA MUSICA COME ARTIGIANATO
Secondo alcuni l’educazione musicale professionale dovrebbe essere un sapere di tipo artigianale, esoterico, trasmesso dall’allievo al maestro nell’ambito di un rapporto fiduciario personale. Per dirla con le parole di una rispettabile fondazione musicale milanese “come accadeva nelle botteghe italiane tra il Quattrocento e il Cinquecento, dove si riteneva che IL VERO E UNICO MODO per apprendere l’arte fosse stare a contatto coi maestri all’opera”. Insomma dovremmo tornare alle gilde, riservate ai discepoli, e a vedere la musica come un sapere a cui si accede solo grazie alla mediazione dei “maestri”.
LA MUSICA COME IL CALCIO
Secondo altri, questo tipo di educazione esoterica, oltre a rendere il mondo musicale pieno di “sette”, produce musicisti spesso molto ignoranti in tutto ciò (dalla letteratura alla matematica) che non è “suonare”. E addirittura incentiverebbe un mercato musicale più orientato alla frode fiscale che alla ricerca del talento, perché come l’insegnamento (e spesso anche il lavoro) il reclutamento è “nero”, fondato su legami di fiducia e non sulle capacità oggettive e le condizioni di mercato.
Secondo questo modo di vedere le cose, concepire la musica come artigianato poteva essere una buona ricetta 100 anni fa, ma oggi non basta più la “scimmia ammaestrata”… servirebbe invece un forte e solido impianto culturale e insieme a un’educazione musicale generale e diffusa (si veda ad esempio la riforma dei conservatori proposta da Orefice).
Come nel calcio, non puoi pretendere di avere il Milan in India, dove giocano tutti a cricket… o cominci a far giocare tutti per piacere, dai 5 ai 90 anni, promuovendo la musica come un hobby accessibile a tutti, oppure resterai l’India che gioca a Calcio (o l’Italia che gioca a Cricket).

