Fulvio Luciani
Mi chiamo Fulvio Luciani, e suono il violino da più di cinquant’anni. È un bel numero, converrete con me. L’ho calcolato con sgomento, ma anche con soddisfazione, perché suonare il violino continua ad essere la cosa che mi piace di più, la più bella e la più importante della mia vita. Non ne ho mai cercata un’altra.
Sono stato fortunato perché ho studiato con un grande artista, dalla prima lezione di violino ricevuta in vita mia, fino al diploma. Era Paolo Borciani, il primo violino dell’indimenticabile Quartetto Italiano.
Devo a mio padre, violinista amatore, d’avermi insegnato che studiavo il violino non per fare il violinista ma perché è una cosa bella, e che le cose belle non si fanno in qualche modo.
Ho fatto quartetto anch’io, per più di vent’anni. È stato bellissimo, ma mi ha fatto vivere già una volta l’esperienza del mio ultimo concerto. Dopo mi sono messo a fare duo col pianoforte e mi è sembrato bello altrettanto.
Penso che la musica che vale sia moltissima più di quella che si conosce, e mi è sempre piaciuto andare a cercarla. Quando ne ho trovata sembravano cose lasciate lì, per ragioni che non potevo capire. Dopo sono stato felice che anche altri le riprendessero. È stato così anche con le musiche nuove.
Mi piace moltissimo insegnare. Non necessariamente a quelli bravi, e di preferenza non ad allievi già formati. Mi piace percorrere un tratto di strada con loro, scoprirli poco a poco mentre scoprono se stessi. È banale dirlo, ma con loro ho capito qualcosa di me. Anzi, da un certo momento in poi, insegnare è stato importante proprio per questo.
Per tutta la vita sono stato una banderuola coi violini: amori totali, e la capacità di dimenticarli in un instante. Ho avuto bei violini, addirittura di quelli che si conoscono per nome, e raramente, o forse mai, sono stato contento con loro oltre i sei mesi di convivenza.
Il mio violino lo suono ormai da più di dieci anni. Dovessi descriverlo non saprei dire cosa ha di bello, ma non saprei fare a meno di lui. Non ci fosse, mi chiedo se suonerei.


