Tommaso Napoli – Il ruolo civico della musica amatoriale – AIMA – Associazione Italiana Musicisti Amatori
AIMA è un’associazione no-profit nata nel 2012 con l’obiettivo di promuovere il valore della prassi musicale amatoriale. Siamo una community online e offline di appassionati di musica, allievi ed ex allievi di Conservatorio e delle scuole di musica, professionisti e insegnanti. Il nostro obiettivo è dare la possibilità a chiunque pratichi la musica di incontrarsi e suonare insieme. Tutte le attività sono svolte solo grazie all’impegno e al lavoro di soci che a titolo gratuito investono tempo, energie e competenze nelle attività a cui partecipano. Rendicontiamo in modo trasparente ogni spesa.
Scopo principale di AIMA – Associazione Italiana Musicisti Amatori è promuovere il valore della prassi musicale amatoriale. Ma non solo: AIMA sostiene la necessità della musica amatoriale per il futuro della musica classica. Per due motivi:
- Gli amatori sono il pubblico, gli allievi, i primi sostenitori, il mercato dei musicisti professionisti e dell’arte. Più le persone sostengono l’educazione musicale, più le persone suonano e hanno occasioni di suonare amatorialmente, più le sale da concerto saranno nutrite di pubblico colto e artisti di primaria importanza. Come nel calcio, più il pubblico degli appassionati domenicali è ampio e colto della materia, più il livello sarà alto per i professionisti e il mercato florido.
- E’ un diritto inalienabile di ogni individuo poter esprime se stesso in forme culturali e artistiche, anche se non si appartiene alla ristretta élite dei professionisti. Anzi, come scrive David Byrne nel suo libro “Come funziona la musica”, l’atto di creare musica e arte ha un effetto molto diverso e più benefico su noi del semplice consumare. Per questo tutti i nostri musicisti sono soci attivi dell’associazione, con pari diritti e doveri, e non semplici utenti di progetti gestiti da scuole musicali, teatri o negozi.
La struttura di AIMA riflette i suoi obiettivi: parafrasando Abramo Lincoln, possiamo infatti dire che AIMA è un’associazione dei musicisti amatori, gestita da musicisti amatori, per i musicisti amatori.
AIMA ha iniziato le sue attività in uno scantinato, con non più di una ventina di persone accomunate dalla necessità di trovare altri musicisti con cui fare musica per pura passione. Il primo raduno dei Cambristi, il gruppo di musica da camera e la base di tutto il network di musicisti della nostra associazione, si è tenuto proprio 5 anni fa, il 3 marzo 2013 all’associazione OttavaNota, in via Mecenate a Milano.
Da allora abbiamo girato diverse sale musicali della città, ormai oltre una trentina, sempre con l’obiettivo di ingrandire il nostro network di musicisti e dare la possibilità a più gente ancora di conoscersi e fare musica insieme, ma anche di costruire la propria rete musicale nei modi e nelle forme a loro più congeniali. AIMA non è dunque solo un collettore di persone, un network di musicisti, ma uno strumento di attivazione musicale a disposizione di chi suona per passione e vuole esprimere se stesso attraverso la musica, ciascuno secondo le proprie priorità, esigenze, necessità. E al suo interno si possono proporre progetti, come recentemente ha fatto la nostra socia Veronica Gigli, che ha coinvolto suo marito, docente di violino alla Scuola Civica di Milano, nella realizzazione di quattro laboratori di musica barocca.
Al suo interno c’è un’orchestra, ContrArco, con le sue regole di vita “democratiche” e la sua storia: elegge il suo direttore d’orchestra, sceglie in modo partecipato i programmi, organizza bandi per solisti che vengono scelti poi dall’orchestra stessa. E’ composta da una quarantina di musicisti ma è stato molto difficile trovare queste persone, perché non tutti sono abituati e hanno voglia di attivarsi in prima persona per programmare le attività, portarle avanti, anche dover decidere e giudicare (dai programmi ai direttori d’orchestra), per poi magari scoprire di aver commesso errori. In particolare quest’ultima è una dimensione del tutto inedita per dei musicisti amatori, che tradizionalmente dovrebbero ricevere consigli e indicazioni da chi è più esperto.
Seppur con modalità diverse, in tutti i progetti di AIMA sono i musicisti amatori che devono scegliere le persone con cui collaborare, i docenti e i professionisti da ingaggiare, oltre che ad assumersi a pieno titolo la “direzione artistica” delle loro stesse attività. Dobbiamo, per dirla con una metafora ferroviaria, costruirci i binari su cui viaggiamo. E dobbiamo farlo mentre stiamo già viaggiando.
Eppure nonostante questo sforzo e tutte le difficoltà, in cinque anni abbiamo fatto oltre 20 concerti sinfonici, 40 raduni di musica da camera a Milano e quasi altrettanti a Roma, ogni anno abbiamo un workshop di musica da camera cui partecipano tra i 40 e i 50 musicisti amatori italiani e non e un workshop orchestrale organizzato insieme a Fedioram, la Federazione delle Orchestre Amatoriali Italiane, che l’anno scorso ha coinvolto 5 gruppi e oltre 200 musicisti.
La musica amatoriale risponde infatti a due domande fondamentali, una individuale e una sociale. A livello individuale gli esseri umani hanno bisogno di esprimersi, dunque di trovare attività (come la musica) in cui poter esercitare la più nobile dimensione umana: la creatività. A livello sociale invece, la necessità è quella di condividere la propria passione e le proprie capacità e partecipare alla costruzione della propria società insieme agli altri.
Nel nostro caso questo ha significato anche voler entrare in contatto con le organizzazioni internazionali che si occupano di musica amatoriale in tutto il mondo, come ACMP, che lo fa addirittura dagli anni ‘30 del secolo scorso, o EoFed e il WFAO, che da 30 e 15 anni mettono in comunicazione tramite festival orchestrali musicisti appassionati di tutto il mondo. Nessun gruppo amatoriale di Milano o d’Italia aveva mai preso contatto con questi enti, che oggi abbiamo invitato a raccontarci quel che accade nell’ambito dell’amatorialità nel mondo.
Questa esigenza di mettere in comune, di conoscere, di fare rete con altri soggetti che si occupano di musica amatoriale ha ispirato anche la conferenza di oggi, Vivere la Musica, con cui celebriamo 5 anni di attività, in piena continuità con i principi che hanno ispirato la nascita di AIMA.

